... II PART ...
Al ritorno fu d'obbligo una sauna in una casettina tutta di legno, con una lanterna rossa appesa fuori dalla finestra che dava una atmosfera particolare col suo dondolare al vento tra i fiocchi di neve che cominciavano a cadere nell'oscurità. La sauna fu prorpio piacevole e ristoratrice... una gran sudata a suon di ceppi di legna nella stufa... luci soffuse ed odor di legna ed eucalipto... vapori ed emozioni. intanto fuori, la neve. Ceniamo con la ottima cucina tradizionale fatta in casa dalla moglie dell'oste e ci corichiamo nel campo base, abbastanza presto in visione della prossima avventura... la motoslitta. Al mattino l'oste mi fa fare un breve giro per spiegarmi piccoli ma grandi consigli sulla neve fresca, ghiaccio, come riconoscere i sentieri dedicati alla motoslitta, riconoscere i laghi ghiacciati e quali direttrici prendere. POi la moto rimane a noi... e io era la prima volta che ne guidavo una ! Avevo un navigatore, che qui non guasta. Ci hanno anche preparato una zuppa calda di mirtillo e della torta alle mele fatta in casa... qui non puoi portare bottiglie d'acqua perchè ghiaccerebbe in breve tempo. Partiamo. seguiamo i sentieri con le X rosse ... arriviamo ad un nevaio pianeggiante che mi era stato mostrato e, come consigliato, mi diverto a fare accellerate ,derapate e frenate, tanto per prendere confidenza con il mezzo, che mi sorprende per la potenza ed accellerazione. Ci divertiamo un po' e via... lungo le rotte bianche !
facciamo una trentina di kilometri ed arriviamo ad un lago immenso che pareva tanto sigillare i confini del mondo... una torre strana si ergeva dal mezzo delle sue acque bianche ... tutto era gelato , ma ci fu sconsigliato di andare su quel lago in particolare...
Continuiamo... è davvero bellissimo... un senso di libertà incommensurabile... sembra di essere in un documentario sulla preistoria... natura e origini... il posto per filosofeggiare sulla propria esistenza.
sul percorso ogni tanto ci fermiamo ad ammirare i laghi ghiacciati e le montagne argentee e in una di queste pause Katia nota sulla neve delle orme gigantesche... io ho il 43... quelle erano più lunghe del mio piede e 2 volte più larghe... erano lo orme dell'orso. Facili da riconoscere questi plantigradi. Enormi. l'emozione ci pervade, anche un po' di timore. Ma ragionando, gli orsi ora sono in letargo , e le orme dovevano essere vecchie... ma sono così profonde che rimangono a lungo , scolpite nelle nevi. Dopo foto souvenir, via , verso le montagne. In cima era spettacolare... come lo sbarco sulla Luna. Qui ci pappiamo la zuppa di mirtilli ancora bollente... come degli orsi affamati. Dopo ancora qualche km cominciamo a ritornare con l'oscurità alle porte... ancora avventura. Quando arriviamo al campo base b&b è ormai buio pesto ed abbiamo percorso 220km... tutto im mezzo ad una natura violentissima ed elegante, pulita ed originale... che ci ha regalato anche un incontro ravvicinato con una mamma alce ed il suo piccolo al seguito... brevi attimi di magia e stupore... che gioia !
Ci riposiamo subito dopo la cena... sempre tradizionale fatta al fuoco di legna.
Il giorno successivo nevica. Il riposo dura più del voluto e poi ci dedichiamo ad una passeggiata sotto la neve nelle foresta, in direzione di Hede. in 5 ore arriviamo al villaggio dopo 15 o + km tra i quali abbiamo rischiato quasi di perderci... ma ora siamo stanchissimi, i passi nella neve sono pesanti e non mi resta che chiamare l'"oste" se può venire a cercarci a Hede. Gentilissimo, dopo neanche mezzora eccolo arrivare al bar dove ci eravamo rifugiati.
... END II PART ...